
Le notizie storiche che riguardano l’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena, dai secoli passati ai giorni nostri, sono davvero numerosissime. Si pensi che l’aceto era conosciuto anche da civiltà antichissime come i Greci o i Romani, i quali ne usavano di diversi tipi. I nostri avi lo utilizzavano innanzitutto per le sue proprietà purificatrici.
Non si sa con certezza come e quando sia nato l'aceto balsamico: se ne ipotizza una nascita casuale. Probabilmente un certo quantitativo di mosto cotto d'uva, la cosiddetta Saba, il dolcificante utilizzato in passato nella cucina modenese, fu dimenticato in un vaso casalingo e ritrovato solo dopo un po' di tempo quando già presentava segni di un’avviata acetificazione naturale, presentando un gusto dolce ed agro.
I primi documenti scritti risalgono al sec. XI, quando nella cronaca “Vita Mathildis”del monaco benedettino Donizone si parla del dono di una botticella di aceto da parte del Marchese Bonifacio, Signore del castello di Canossa e padre di Matilde, al Re e futuro Imperatore Enrico II di Franconia, nell'anno 1046. Vi si narra infatti che durante una sosta a Piacenza, il futuro re e imperatore Enrico II abbia inviato un messaggio al padre di Matilde chiedendo di quell’aceto di cui aveva tanto sentito parlare, in cambio di altri doni. Il marchese fece fabbricare una botticella in argento e la inviò al Re su un carro trainato da buoi. In questo racconto non è menzionato il termine "balsamico", ma abbiamo comunque la testimonianza di quanto già allora quell'aceto fosse considerato importante al punto di farne dono ad un imperatore che, pur venendo da così lontano, ne conosceva l'esistenza.